Chiedo spesso alle persone con le quali ho la fortuna di lavorare, quale possa essere il significato della parola "musicoterapia" e, ogni volta, ciascuna mi offre una sua versione molto autentica e personale.
Esistono diverse definizioni accreditate ormai da molti anni, ma a me piace pensare che musicoterapia sia la capacità di mettersi in relazione con l'altro attraverso il suono, in qualsia sua sfaccettatura e a qualsiasi suo livello di organizzazione, con la finalità principale di prendersi cura delle necessità principali della persona che ci sta di fronte.
Prima di intraprendere un percorso accademico, la mia idea a riguardo era abbastanza confusa; poi, utilizzando quotidianamente il canale sonoro-musicale con una finalità terapeutica, mi sono reso conto che l'unica definizione in grado di reggere le critiche, è che non ci sia una definizione univoca, ma che questa cambi a seconda della persona con la quale si ha la possibilità di condividere parte della propria esperienza.
Il solo percorso di Conservatorio non sarebbe sufficiente , così come non potrebbe esserlo soltanto la specializzazione in musicoterapia e, tanto meno, un titolo in psicologia; ma è dall'incontro delle tre discipline che, a mio parere, si definisce nel modo più onesto il concetto di "musicoterapia": un incontro tra musica e psicologia.