Chiedo spesso alle persone con le quali ho la fortuna di lavorare, quale possa essere il significato della parola "musicoterapia" e, ogni volta, ciascuna mi offre una sua versione molto autentica e personale.
Esistono diverse definizioni accreditate ormai da molti anni, ma a me piace pensare che musicoterapia sia la capacità di mettersi in relazione con l'altro attraverso il suono, in qualsia sua sfaccettatura e a qualsiasi suo livello di organizzazione, con la finalità principale di prendersi cura delle necessità principali della persona che ci sta di fronte.
La musicoterapia può rappresentare una risorsa preziosa in diverse fasi della vita e in molteplici contesti. Attraverso l'utilizzo della musica e della relazione sonora, è possibile favorire l'espressione delle emozioni, sostenere lo sviluppo delle competenze relazionali e offrire uno spazio di ascolto e crescita personale.
Può trovare applicazione nel lavoro con bambini, adolescenti e adulti, in presenza di situazioni di fragilità, disabilità, bisogni comunicativi complessi o disturbi del neurosviluppo, ma anche a chi desidera trovare uno spazio di espressione, ascolto e crescita personale, così come all'interno di percorsi educativi e scolastici. Ogni intervento viene progettato a partire dalle caratteristiche, dalle risorse e dai bisogni della persona o del gruppo, con l'obiettivo di promuovere benessere, partecipazione e possibilità espressive. Può inoltre essere proposta all'interno di gruppi, scuole e contesti educativi, adattandosi alle caratteristiche e agli obiettivi dei partecipanti. da riscrivere
Prima di intraprendere un percorso accademico, la mia idea a riguardo era abbastanza confusa; poi, utilizzando quotidianamente il canale sonoro-musicale con una finalità terapeutica, mi sono reso conto che l'unica definizione in grado di reggere le critiche, è che non ci sia una definizione univoca, ma che questa cambi a seconda della persona con la quale si ha la possibilità di condividere parte della propria esperienza.
Il solo percorso di Conservatorio non sarebbe sufficiente , così come non potrebbe esserlo soltanto la specializzazione in musicoterapia e, tanto meno, un titolo in psicologia; ma è dall'incontro delle tre discipline che, a mio parere, si definisce nel modo più onesto il concetto di "musicoterapia": un incontro tra musica e psicologia.
La musica diventa il pretesto di una conversazione che può raggiungere livelli di profondità e complessità difficilmente raggiungibili attraverso altre modalità.